La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 10741 del 23 aprile 2026, interviene in materia di indennizzo vaccinale chiarendo i parametri di accertamento del nesso causale tra la profilassi e l'insorgenza di una patologia permanente. La pronuncia stabilisce che, ai fini della Legge 210/1992, non è necessaria la certezza scientifica assoluta, essendo sufficiente il criterio probabilistico del "più probabile che non". Valorizzando la cronologia degli eventi e l'esclusione di cause alternative, la Suprema Corte tutela il diritto del danneggiato al ristoro anche in assenza di evidenze epidemiologiche univoche. La decisione rappresenta un importante precedente , delineando una struttura della prova più aderente alla realtà clinica dei pazienti e meno vincolata a rigide astrazioni statistiche, favorendo così una tutela effettiva della salute individuale nel contesto delle campagne vaccinali.